Dintorni
Check-In
Check-Out

Dintorni

L'agriturismo "La Siesta" è uno stupendo punto di partenza per esplorare l'area circostante - Treia è solo a cinque minuti, mentre Macerata, con il suo festival estivo dell'opera all'aperto, è a soli 20 minuti. 

Porto Recanati, Conero e Civitanova Marche sono a soli 25 minuti, con la loro costa la cui bellissima vista - da Ancona a San Benedetto del Tronto - può essere goduta dall'agriturismo.

C'è inoltre un'ampia possibilità di avventurarsi lungo la costa adriatica, arrivare attraverso le colline marchigiane all'Umbria ed infine a Roma - che è a sole due ore e mezza di macchina.

 

TREIA

Treia

 

Le mura turrite che evocano il Duecento ed i tanti palazzi neoclassici fanno di Treia un borgo rigorosa ed elegante, arroccata su un colle ma razionale nella struttura. L’incanto si dispiega già nella scenografica  Piazza della Repubblica, che accoglie il visitatore con una bianca balaustra a ferro di cavallo e le nobili geometrie su cui si accende il colore del mattone. La piazza è incorniciata su tre lati dalla palazzina dell' Accademia Georgica, opera del Valadier, dal Palazzo Comunale (XVI-XVII sec.) che ospita il Museo Civico. La  Cattedrale(XVIII sec.), dedicata alla SS. Annunziata, è stata costruita su disegno di Andrea Vici, discepolo del Vanvitelli, e custodisce diverse opere d’arte tra cui una pala di Giacomo da Recanati. 

Da  Porta Garibaldi ha inizio l’aspra salita per le strade basse, un dedalo di viuzze parallele al corso principale e collegate tra loro da vicoli e scalette. Qui un tempo avevano bottega gli artigiani della ceramica. Continuando per la circonvallazione, a destra la vista si apre su un panorama di campi rigogliosi e colline ondulate. L’estremo baluardo del paese verso sud è la  Torre Onglavina, parte dell’antico sistema fortificato, eretta nel XII secolo. Il luogo è un  balcone sulle Marche silenziose, che abbraccia in lontananza il mare e i monti Sibillini

Entrando per  Porta Palestro si arriva in piazza Don Cervigni, dove risalta sulla sinistra la  Chiesa di San Michele, romanica con elementi gotici, e sulla destra la piccola  chiesa barocca di Santa Chiara con la statua della Madonna di Loreto: secondo la tradizione, questa sarebbe l'originale nascosta per preservarla dalle truppe napoleoniche.

Proseguendo per via dei Mille, si attraversa il  quartiere dell’Onglavina che offrì dimora a una comunità di zingari, al cui folklore si ispira in parte la Disfida del Bracciale. Dalle vie Roma e Cavour, fiancheggiate da palazzi eleganti che conservano sulle facciate evidenti tracce dei periodi rinascimentale e tardo settecentesco e denotano la presenza di un ceto aristocratico e di una solida borghesia, si diramano strade e scalinate. Nell’intrico dei palazzi, due chiese: San Francesco e Santa Maria del Suffragio. E tra di esse, un curioso edificio: la Rotonda. 

Si può lasciare Treia uscendo dall’imponente  Porta Vallesacco del XIII secolo, uno dei sette antichi ingressi, per rituffarsi nel verde. Resta da vedere, in località San Lorenzo,  il Santuario del Crocefisso dove, sul basamento del campanile e all’entrata del convento, sono  inglobati reperti della Treia romana, tra cui un mosaico con ibis. Qui sorgeva l’antica pieve, edificata sui resti del tempio di Iside. Il santuario conserva un pregevole crocefisso quattrocentesco che la tradizione vuole scolpito da un angelo e che, secondo alcuni, rivela l’arte del grande Donatello.

 

CINGOLI

Cingoli

 

L’antico centro di Cingoli è caratterizzato dalla  combinazione dei caldi colori delle facciate dei palazzi e dell’austerità dei portali in pietra rinascimentali. Ciò contribuisce a conferirle  un’atmosfera senza tempo.

Il cuore del paese è  Piazza Vittorio Emanuele II, dove sono situati il municipio e la cattedrale e da dove si dipartono le principali vie di Cingoli, ossia  Via del PodestàVia ForlaniVia dello Spineto e  Via Maggiore. Il municipio fu costruito in periodi differenti: la struttura più antica, forse  risalente al XII secolo, è nascosta da  un edificio in stile rinascimentale del 1531, costruito su ordine di Egidio Canisius da Viterbo, il governatore della città.  La cattedrale di Santa Maria Assunta fu invece costruita sopra la piccola chiesa di San Lorenzo nel 1615, e venne  ristrutturata nel 1654 in modo da poter ospitare un maggior numero di persone.

Percorrendo Via del Podestà, si può ammirare  Palazzo Conti, risalente al XV secolo. Proseguendo lungo la strada, si può vedere la  chiesa di San Filippo Neri, costruita in stile barocco sulle rovine della  vecchia pieve di Santa Maria di cui conserva ancora il portale romanico sulla destra.

Percorrendo Via Forlani, è possibile vedere alcuni dei più stupendi palazzi rinascimentali di Cingoli, oltre alle mura del  Monastero di San Benedetto ed il seicentesco Palazzo Puccetti. Alla fine della strada, si giunge ad un’ampia piazza sovrastata dalla  chiesa di San Domenico e dal monastero dell’Ordine dei Predicatori. All’interno della chiesa, sull’altare maggiore, è possibile  ammirare uno dei più complessi e stupendi lavori di Lorenzo Lotto, ossia un dipinto di  "Nostra Signora del Rosario e Santi" del 1539.

Da Via dello Spineto si può giungere alla  chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, situata fuori dalle mura cittadine e risalente alla seconda decade del XIII secolo. Si può altresì ammirare il  Quartiere della Polisena, il più antico quartiere della città caratterizzato da stradine strette pavimentate con pietre irregolari e case non intonacate.

Da Via Maggiore è possibile ammirare gli ampli palazzi nobiliari. Proseguendo su  Corso Garibaldi, si può invece vedere  la chiesa di Santa Maria in Valverde e la bellissima Fontana del Maltempo, coperta da una  struttura allegorica scolpita dal Lombardi su commissione della misteriosa “Congregazione dei Filosofi”. Da qui è inoltre possibile vedere l’imponente facciata di  Palazzo Castiglioni, dove nacque nel 1761 Francesco Saverio Castiglioni, meglio noto come Papa Pio VIII.

Corso Garibaldi finisce con  Porta Piana, costruita in onore di un insigne cittadino di Cingoli. Da qui, si può arrivare alla  chiesa di San Nicolò, costruita nel 1218 per evitare ai fedeli di Sant’Esuperanzio la lunga salita in inverno. Questa chiesa è considerata il monumento più famoso di Cingoli:  la semplice facciata in pietra grigia è adornata solo da un rosone ed un bellissimo portale romanico, scolpito nel 1295 dal Maestro Giacomo, che ricorda quello di altri importanti cattedrali italiane, come quella di Modena.

La Chiesa è composta da un’ampia navata divisa in sette campate: la tribuna del XVI secolo, sorretta da due colonne romaniche, è appoggiata sul fondo della navata. Il presbiterio venne innalzato alla fine del XVII secolo per fare spazio per la cripta, dove si trovano le reliquie del santo. Sono presenti  molti affreschi: un polittico attribuito a Giovanni Antonio Bellinzoni da Pesaro e, nella sacrestia,  una pala con la “Flagellazione” di Sebastiano del Piombo.

Fuori dalle mura cittadine si trova anche il  santuario del XIII secolo di Santa Sperandia, all’interno del quale giace il corpo della santa, una suora benedettina nata a Gubbio che morì a Cingoli nel 1276. Il cortile, delimitato da alte mura, conduce all’ingresso. All’interno si trovano  alcuni dipinti di alto valore artistico, come il  “Miracolo delle ciliegie” di Pier Simone Fanelli e la  “Madonna con bambino e santi” di Antonio da Faenza.